Tutti gli articoli di Cristiana Saporito

Quando il cattivo viene a mancare

Su “Un altro tamburo” di William Melvin Kelley

di / 23 marzo 2020

Una volta lessi un libro intitolato Tra me e il mondo, di Ta-Nehisi Coates, e di tutto quello che ho impattato dentro quel libro, questo passaggio ancora non mi abbandona. [leggi]

Antologia di un poeta riemerso

A proposito di “Racconti ritrovati” di Emanuel Carnevali

di / 4 febbraio 2020

Tanto tempo fa, in una recondita terra chiamata “libertà”, m’innamorai di un poeta operaio. Nota figura mitologica, metà magazziniere e metà artista, rabbioso e squattrinato quanto basta per annerirsi le [leggi]

Di cosa parliamo quando parliamo d’orrore

A proposito di “Milkman” di Anna Burns

di / 18 dicembre 2019

Ne dicemmo già, del calderone etichettato distopia. Degli stregoni folgoranti e delle loro profezie. Di tutto un ribollire di visioni. La carovana ardente dove torreggiano a varie altezze campanili chiamati [leggi]

Gli effetti collaterali delle alpi

“Fuori per sempre” di Doris Femminis

di / 1 ottobre 2019

Di montagna si può impazzire. E non nel senso di adorazione maniacale da macchie di muschi o guglie di roccia. Nel senso di smantellamento della ragione. Secondo uno studio attuato [leggi]

Diario di un letargo ostinato

A proposito di "Il mio anno di riposo e oblio" di Ottessa Moshfegh

di / 23 settembre 2019

Folgorata. Letterariamente. Mi aggiro come un batterio nella gola imbandita di una libreria, il mio solo eccellente terreno di caccia. Per lavoro, per contagio. Peccato che la preda sia io. [leggi]

L’altra anima del viaggio

“Khalat”, graphic novel di Giulia Pex

di / 1 luglio 2019

Questione di prospettive. Da che parte stiamo mentre sfila il racconto? Sempre in platea, imbracati, ammortizzati, incapsulati nel conforto del salotto quando lo schermo tuona. Senza colpirci. Il rullo scorre, [leggi]

La sfida di tradurre scintille

“La bambina che amava troppo i fiammiferi”
di Gaétan Soucy

di / 14 maggio 2019

«Un lavoro di formica e di cavallo». Così Natalia Ginzburg condensava il senso funambolico della traduzione, incidendo il corpo vivo dell’opera di Proust. Quel tradimento alchemico e irrinunciabile senza cui [leggi]

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“effe – Periodico di altre narratività” numero dieci

“effe – Periodico di altre narratività” numero dieci

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