La scrittura come emersione

Torna in libreria “Ricrescite” di Sergio Nelli

di / 18 dicembre 2018

Copertina di Ricrescite di Sergio Nelli

Il progetto sulla narrativa di Tunué si arricchisce di due importanti filoni: uno è quello della narrativa straniera, l’altro interessa opere italiane ormai fuori commercio che, schiacciate dalla frenetica macchina editoriale, è bene ripubblicare, poiché meritevoli e di valore. Il primo titolo a essere recuperato è Ricrescite del fiorentino Sergio Nelli, un autore di grande esperienza che fa dello studio della parola il punto centrale della propria poetica.

Ogni frase di Nelli è cesellata, costruita con parole soppesate all’inverosimile, per questo la prosa di Nelli – più che urlare e affermare – genera uno spazio riflessivo in cui sono le domande e i silenzi a stimolare l’atto della scrittura.

Le opere di Nelli, vedasi Orbita clandestina o Il primo mondo, sono narrazioni sospese nel vuoto, assemblate con minuzia, in cui le sfumature e le allusioni risultano importanti tanto quanto ciò che appare sulla pagina. In un’editoria muscolare, sempre alla ricerca di un pensiero forte, di un preciso ordinamento del mondo, la ricerca di Nelli va dalla parte opposta, preferendo la lenta maturazione e lo spiraglio di luce nel buio. Forse è questo uno dei motivi della poca fortuna di Ricrescite, un libro costruito come un diario in cui si fa tangibile la stratificazione di anni di scrittura e lavorio sotterraneo. Un lento scavare i cui detriti si coagulano in note di poche pagine, paragrafi cristallini, un incedere incerto nella trama della realtà, seminando domande, più che regalando risposte.

Il libro, apparso nel 2004 per Bollati Boringhieri, torna ora con la solita veste grafica Tunué, ed è arricchito dall’introduzione di Antonio Moresco, a testimonianza del fatto che ci troviamo di fronte a letteratura di una sostanza diversa rispetto a quella a cui siamo abituati dalla macchina industrial-editoriale.

Il romanzo può dirsi quasi senza trama: un narratore che fa l’insegnante e il giornalista appunta i suoi pensieri su un diario, con lui condivide la quotidianità il figlio, che illumina molti silenzi del padre attraverso uno sguardo stralunato sulla realtà. In questo spazio neutro agisce la prosa di Nelli, una sofisticata partitura di temi che cercano di illuminare il sublime e il dolore. Nelli organizza in modo diaristico una serie di immagini che si intrecciano fra loro: la vulcanologia, l’alcolismo, il rapporto padre-figlio. Centellinando riflessioni e considerazioni su ognuno di questi temi si crea un delicato mosaico della vita di un uomo alle prese con il mistero dell’incontro con l’Altro. La monotonia diviene una forma laica di gnosi, un processo ascetico che culmina nella rivelazione della scrittura.

Ricrescite è un libro importante perché risponde a una particolare esigenza della scrittore: l’urgenza privata di mettere su carta i propri pensieri e lasciarli sedimentare, sapendo che quelle parole sono destinate innanzitutto a se stessi.

Per indicare il movimento della poetica di Nelli, potremmo dire che, se altri scrittori si lasciano affascinare dalla costruzione di mondi o dalla resa pedissequa del reale, il fiorentino lascia emergere una realtà parziale, filtrata da due sensibilità differenti: quella pensosa del narratore, quella a tratti disturbante di suo figlio. L’emersione è la categoria principe di Sergio Nelli: un’emersione frutto del lavoro segreto dell’esperienza.

Le parole che leggiamo ci lasciano intravedere uno spicchio di ciò che c’è sotto e ci chiariscono la possibilità di trovare lo stesso cosmo complesso in ognuno di noi. Ricrescite è un libro prezioso che è un bene sia stato ripreso: in primo luogo perché ci dona uno studio della parola a cui tutti dovrebbero guardare, anche solo per arricchire il proprio lessico privato, quello con cui esprimiamo i sentimenti. In secondo luogo perché è opera di uno scrittore di razza che ci suggerisce una grande verità: guardare intorno a noi e credere nella fibra della materia, persino la più insignificante sciocchezza quotidiana può essere trasfigurata in metafora, l’importante è sintonizzarsi sulla giusta sensibilità. Salutiamo dunque il ritorno di un maestro privato, ci approcciamo al sismografo della sua scrittura.

 

(Sergio Nelli, Ricrescite, Tunué, 2018, pp. 117, euro 15)
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LA CRITICA

Un diario delicato e acutissimo, intessuto di considerazioni che rilucono come gemme silenti. Lettura perfetta per pigri pomeriggi di riflessione.

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9/10

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